26 giugno 2007. Siamo a Chak, un villaggio del distretto di Muzaffargarh, nella provincia del Punjab, in Pakistan.
Qui vivono 172 famiglie e solo 14 di queste sono cristiane. Saba e Anila Younas, rispettivamente di 13 e 10 anni, sono due sorelle appartenenti ad una di quelle 14 famiglie.
E sono state rapite.
Il motivo? Sposare due musulmani e, di conseguenza, convertirsi all’islam.
Due bambine. Sequestrate. Strappate dalla propria famiglia. Per essere date in pasto a degli sconosciuti.
Evidentemente questi bastardi avevano voglia di imitare il loro profeta pedofilo [a proposito di ciò, e per far capire il perchè sto usando questa parola, si prega di informarsi sulla storia di Aisha], e sembra che le autorità pakistane stiano facendo tutto il possibile per dar loro ragione.
Lo zio delle due bambine, Khalid Raheel, non si vuole arrendere. Dice che i due rapitori hanno presentato un’istanza alla Corte distrettuale dove affermano che “Entrambe le ragazze si sono convertite all’Islam in seguito al matrimonio con due musulmani”. Sembra non fare testo il fatto che le due siano bambine e che il matrimonio sia stato celebrato senza l’autorizzazione dei loro genitori. Evidentemente laggiù, se si vuole sposarsi una neonata, basta rubarla dalle braccia della madre e portare un foglio alle autorità per dire “adesso è mia”.
Pazzi. Criminali. E pedofili. Legalizzati.
La polizia locale, secondo Raheel, non sta facendo nessuno sforzo per cercare di riportare a casa le due nipoti, e persino il rappresentante islamico dell’Assemblea del Punjab sembra essere schierato con quelle belve. Ma Raheel non si arrende e annuncia che se non verrà fatta giustizia porterà il caso fino alla Corte Suprema.
L’intera comunità cristiana ha fatto di tutto, ma si è trovata isolata e senza alcun aiuto. Sono già arrivate minacce intimidatorie alla famiglia da parte dei sequestratori, i quali, durante il dibattimento in tribunale, hanno più volte rifiutato di far vedere al giudice le loro “spose”.
18 luglio 2008. Nuovi risvolti della vicenda e l’orribile conclusione. Il rapitore si chiama Muhammad Arif Bajwa, e dopo aver sequestrato le due bambine, le ha consegnate ad un amico, tale Falak Sher Gill, il quale ha combinato il matrimonio del proprio figlio con la Saba. L’infame giudice [infame in quanto personalmente ritengo il suo onore e la sua coscienza di dubbio valore] Mian Muhammad Naeem, chiaramente musulmano (lo si nota dal nome, eh!) anche lui, ha sentenziato che “siccome le due bambine si erano convertite all’Islam prima di sposarsi, non possono tornare a casa“. Questo perchè, secondo la stramaledetta Sharia, un non-musulmano non può avere la custodia di un musulmano. Capito come ti fregano?
E ora un pezzo tradotto da Political Debate che inizialmente pensavo fosse opera del solito inturbantato di turno… ma è un articolo talmente fuori di testa che avrei dovuto subito capire che si tratta di una parodia. Certo, i fatti che racconta sono tutti veri… ma questa Juin ne parla come se fosse musulmana, quindi non c’è niente da ridere…
(Riporto testualmente e senza commenti: quelli li lascio alla vostra coscienza)
Direttamente dal cuore del Pakistan, arriva un storia che farà commuovere alcuni e oltraggiare gli islamofobici. Questa è la storia di come Sabah Younas, 13 anni, e Anila Younas, 10, hanno incontrato i loro Principi dal turbante splendente; un fiero fruttivendolo di nome Muhammad arif Baywa, Falak Sher Gill e suo figlio.
Sabah e Anila Younas, nonostante vivano nella culla dell’Islam, ed ovunque circondate dalle benedizioni di Allah, hanno avuto la sfortuna di essere nate alla mercè degli “adoratori della croce”. Solo un atto di magnanimità suprema poteva correggere la situazione; in altre parole, niente meno che una ghazwa [battaglia per la causa di Allah]. E’ toccato a Muhammad arif Bajwa, che Allah lo ricompensi, di compiere la ghazwa; potrebbe essere stato mosso da magnanimità, o potrebbe essere stata l’attrazione per le bambine in stato prepuberale; i fatti non sono chiari; ma non fa differenza.
La ghazwa.
Il momento per la ghazwa si è presentato il 26 giugno 2007. Mentre Sabah e Anila Younas andavano a far visita ad uno zio, Muhammad arif Bajwa colpì appena l’opportunità gli si presentò e se ne andò con le giovani Sabah e Anila Younas. Bisogna anche notare l’attenzione ai dettagli di Muhammad arif Bajwa; o potrebbe essere che Sabah e Anila Younas hanno semplicemente trovato irresistibile questa figura sublime. La loro conversione all’Islam fu rapida, così come il matrimonio di Sabah Younas con il figlio del suo complice, Falak Sher Gill.
Ci sono state le solite voci su coercizione, stupro, rapimento eccetera da islamofobi e “adoratori della croce”; ma tutto ciò è solo spazzatura. Muhammad arif Bajwa ha fatto ogni cosa secondo il libro: il permesso dell’intimità con un musulmano è solo per le sue mogli e per coloro che lui ha posseduto con la sua mano destra. Questa ghazwa è stata fatta in modo non differente da altre ghazwa storiche.
Ma soprattutto, dato che non è permesso che un non-musulmano abbia la custodia di un musulmano, la famiglia di Sabah e Anila Younas hanno perso la custodia delle loro figlie appena queste hanno rifiutato la “adorazione della croce” e hanno abbracciato l’Islam. Muhammad arif Bajwa si recò prontamente alla locale stazione di polizia per presentare i fatti, spiegando la conversione delle bambine all’Islam, rivendicando la loro custodia, ed in conseguenza la perdita della custodia dei loro genitori biologici. La polizia locale, adempiendo al suo dovere, ha convocato i genitori, mettendoli davanti al fatto compiuto.
Il caso.
I genitori, spalleggiati da altri “adoratori della croce”, hanno fatto di tutto per creare difficoltà. Accuse di stupro sono saltate fuori ovunque, anche se le bambine erano più anziane di Aisha bint abu Bakr quando Maometto consumò il matrimonio. Fu anche ridicolo parlare di rapimento, in quanto la conversione all’Islam delle bambine ha interrotto ogni diritto di custodia che gli “adoratori della croce” potevano avere su di loro. Un sacco di casini inutili.
Il caso è stato portato davanti al giudice distrettuale Mian Muhammad Naeem, della sezione di Muzaffargarh, il quale ha chiesto di vedere le bambine. Le dovute precauzioni sono state prese per proteggere le due di 10 e 13 anni da ogni cattiveria e indesiderata pressione che gli “adoratori della croce” potessero aver escogitato. Una falange di non meno di 30 feroci tizi ha fiancheggiato le bimbe mentre testimoniavano la loro conversione davanti al giudice. Fortunatamente la loro presenza fu limitata dal giudice a pochi minuti; e i loro genitori adoratori della croce non hanno potuto avere contatti con loro.
Il giudice Mian Muhammad Naeem ha sentenziato giustamente che la conversione delle bambine all’Islam è legittima; e per di più che i genitori biologici, in quanto non musulmani, hanno perso la custodia.
Un’interpretazione dell’Islam che disapprova che gli “adoratori della croce” abbiano custodia sui musulmani.


… e le chiamano culture e civiltà. E’ un vero e proprio schifo invece.
Da: Elly su Luglio 20, 2008
alle 8:53 pm
E’ sempre la solita storia; sono bestie che trattano da bestie persino la loro progenie!
+nuovopatriota+
[amate la patria! essa ci nutre e ci onora!]
Da: nuovopatriota su Luglio 20, 2008
alle 9:14 pm
ti ho rilanciato il pezzo anche sulla Conoscenza, sotto pesante attacco di comunistoni in questo momento oserei dire….
ciao
Da: panattonimarco su Luglio 21, 2008
alle 12:35 pm
Grazie per l’indirizzo del blog, sono qui solo per fartelo sapere perchè in questo schifo di vicenda non c’è niente da commentare senza esprimersi in epiteti e imprecazioni varie… No, umanamente non si può…
Da: Kizzychan su Luglio 21, 2008
alle 3:16 pm
ciao Kizzy, benvenuta nel mio nuovo monolocale XD
Marco, ho visto… non sai quanto mi deprime leggere certi commenti. Mi sembra di parlare con delle larve -.-
Da: eowyn su Luglio 21, 2008
alle 5:32 pm
Sono arrivato a leggere per caso questo articolo;è triste sapere che qualcuno, ancora oggi, eserciti con la violenza il potere su delle bambine indifese.L’unica scoperta esteticamente piacevole…il viso di Eowyn,Vittorio
Da: vittorio su Luglio 22, 2008
alle 3:48 pm