Cara Licia Colò,
lascia che ti dica ciò che penso in modo breve e conciso.
Visto che tu sembri tanto prodiga di attenzioni verso il prossimo, soprattutto quando si tratta di fare bella figura, mi vedo costretta a farti notare che la ragazza 23enne lapidata recentemente, e di cui oggi hai fatto un breve accenno, non è la prima e non sarà l’ultima. Ma tu, il fatto che non sia stata la prima, non l’hai sottolineato. Anzi, non ne hai proprio fatto parola. Come se si fosse trattato di uno spiacevole episodio isolato. Un incidente. Un raptus omicida della solita netta-minoranza.
Il tuo accenno a questo fatto è stato a dir poco sgradevole. Perchè subito dopo tu e la tua ospite avete insultato quella povera donna. Avrei preferito che tu ti fossi dedicata esclusivamente all’idiozia della sopracitata ospite, senza fare alcun cenno a quel fatto di sangue. Perchè sai, è di pessimo gusto fingere di essere dispiaciuti per un omicidio religioso se subito dopo si corre ad elogiare quella stessa religione.
E’ quello che hai fatto tu. Dopo aver teatralmente fatto gli occhi acquosi parlando della povera disgraziata, ti sei scusata dicendo “ora sono costretta (!!) a parlare d’altro”. Ed hai fatto accomodare un’italiana con la tovaglia in testa per parlare di quanto sia bello convertirsi all’islam. L’islam, quella stessa religione che, tu non l’hai detto ma gli italiani non sono scemi quanto pensi, ha ammazzato la ragazza sopracitata.
Ora dimmi: non ti fai un po’ schifo? Nemmeno un pochino? Non ti vergogni? E non si vergogna quell’altro pivello (che la RAI – e quindi il popolo italiano – paga per leggere delle email in tv) che dall’alto della sua democraticissima morale, ci dice che non ha intenzione di leggere le “mail intolleranti”?
Certamente non sono costretta a guardarti – ed infatti non lo faccio più da molto tempo se non per sbaglio – ma sarebbe proprio bello spulciare gli insulsi programmi domenicali senza rischiare di cariarsi i denti ascoltando le tue puttanate.
Torno nella mia tana.


“Certamente non sono costretta a guardarti…”
No, nessuno di noi è costretto a guardare i programmi RAI. Specie quelli di rai 3. Ma tutti noi siamo costretti a PAGARE il salatissimo CANONE per mantenere quelle schifezze di programmi, di conduttori e di giornalisti.
Da: Elly su Novembre 4, 2008
alle 3:58 pm
Ciao Lea,guarda dove ho trovato quella col fazzoletto in testa che é stata dalla coló:
http://sistersinblog.splinder.com/post/18910110#comment
Leggi il post e i commenti…
Ciao
Da: Vituccio su Novembre 4, 2008
alle 5:37 pm
allucinante, vitù. Davvero allucinante. Ho visto anche il suo blog… e qui l’aggettivo diventa “inquietante”.
Da: Lea su Novembre 5, 2008
alle 8:06 pm