Pubblicato da: eowyn | novembre 2, 2008

lettera aperta

Cara Licia Colò,

lascia che ti dica ciò che penso in modo breve e conciso.

Visto che tu sembri tanto prodiga di attenzioni verso il prossimo, soprattutto quando si tratta di fare bella figura, mi vedo costretta a farti notare che la ragazza 23enne lapidata recentemente, e di cui oggi hai fatto un breve accenno, non è la prima e non sarà l’ultima. Ma tu, il fatto che non sia stata la prima, non l’hai sottolineato. Anzi, non ne hai proprio fatto parola. Come se si fosse trattato di uno spiacevole episodio isolato. Un incidente. Un raptus omicida della solita netta-minoranza.

Il tuo accenno a questo fatto è stato a dir poco sgradevole. Perchè subito dopo tu e la tua ospite avete insultato quella povera donna. Avrei preferito che tu ti fossi dedicata esclusivamente all’idiozia della sopracitata ospite, senza fare alcun cenno a quel fatto di sangue. Perchè sai, è di pessimo gusto fingere di essere dispiaciuti per un omicidio religioso se subito dopo si corre ad elogiare quella stessa religione.

E’ quello che hai fatto tu. Dopo aver teatralmente fatto gli occhi acquosi parlando della povera disgraziata, ti sei scusata dicendo “ora sono costretta (!!) a parlare d’altro”. Ed hai fatto accomodare un’italiana con la tovaglia in testa per parlare di quanto sia bello convertirsi all’islam. L’islam, quella stessa religione che, tu non l’hai detto ma gli italiani non sono scemi quanto pensi, ha ammazzato la ragazza sopracitata.

Ora dimmi: non ti fai un po’ schifo? Nemmeno un pochino? Non ti vergogni? E non si vergogna quell’altro pivello (che la RAI – e quindi il popolo italiano – paga per leggere delle email in tv) che dall’alto della sua democraticissima morale, ci dice che non ha intenzione di leggere le “mail intolleranti”?

Certamente non sono costretta a guardarti – ed infatti non lo faccio più da molto tempo se non per sbaglio – ma sarebbe proprio bello spulciare gli insulsi programmi domenicali senza rischiare di cariarsi i denti ascoltando le tue puttanate.

Torno nella mia tana.

Pubblicato da: eowyn | settembre 13, 2008

scusate…

Perdonate l’assenza e pure la mancata pubblicazione degli ultimi commenti in coda di mod., ma ultimamente sto proprio in un altro universo, la mia mente svolazza da altre parti mooolto lontane da qui.

Mi rifarò viva appena ci sarà qualcosa che mi fa indignare (più del solito)… altrimenti, scrivendo lo stesso senza ispirazione, rischierei di riempire questo blog di fregnacce. E non mi sembra il caso…

Pubblicato da: eowyn | agosto 27, 2008

voglia di dare di stomaco

Non ho voglia… di scrivere, discutere, litigare… nemmeno di mangiare, lavare i piatti, leggere, guardare la tv.

Apatia completa. Anzi, peggio. Voglia di dare di stomaco. Per qualsiasi cosa.

Mentre i politici censurano le opere del Tiepolo, mentre i tg urlano allo scandalo per i cristiani ammazzati dagli indù come se la stessa cosa non avvenisse da sempre a causa dei molto più incivili e barbari musulmani, mentre tutti fanno no-no con la testolina per l’indipendenza dell’Ossezia del Sud quando una manciata di settimane fa tutti facevano si-si per quella del Kosovo, mentre ci scartavetrano le palle con Obama e il suo falsissimo sorrisino ebete, la sua moglietta from-da-ghetto-in-da-(white)house e le sue pargolette da prima pagina, mentre coppie di turisti coglioni se le vanno a cercare accampandosi tra le cascine abbandonate per poi piagnucolare che “c’hanno stuprato e rapinato e non torneremo mai più in Italia”, mentre ad Alitalia cambiano nome ma la merda rimane la stessa, mentre Brunetta spara nel mucchio invece che licenziare in tronco la mia collega che su 6 ore lavorative giornaliere se ne fa 1 e mezza di pausa e s’incazza pure se glielo fai notare, mentre i conduttori dei tg con facce affrante annunciano l’ennesima morte in montagna “per disgrazia” di tizi che con la picozza in mano per la prima volta credono di essere Desio… ecco, mentre accade tutto questo, io preferisco spegnere la tv, farmi gli affari miei e soprattutto farmi passare questa nausea perenne, in attesa che arrivi finalmente l’autunno e che il cielo mi liberi dai miasmi di questa quotidianità.

Pubblicato da: eowyn | agosto 15, 2008

Foto della vergogna?

Ultimamente non ho voglia di vedere telegiornali o leggere quotidiani, ma ho letto poco fa di quella prostituta nigeriana che hanno fotografato in cella. Sbaglio o ne è uscito un polverone internazionale? L’ipocrisia non ha limiti… Ma cosa credono, che stesse piangendo perchè gli agenti le hanno fatto chissà cosa? Ma per favore! Piangeva probabilmente perchè, essendo senza documenti, ora (speriamo) verrà rimpatriata. Com’è giusto che sia.

Stupidi e in malafede i giornalisti che hanno scattato (e pubblicato) la foto: perchè l’hanno fatto con la ferma intenzione di montare un caso che avrebbe portato all’ennesimo scontro tra chi vuole vivere rispettando la legge e vedendola rispettata dagli altri e chi non aspetta altro che urlare al razzismo per risollevare il suo pessimo karma di povero sfigato multiculty.

Stare in cella, signori miei, non è mai piaciuto a nessuno, ma dubito che siano mai state pubblicate le foto di persone disperate per esser state rinchiuse. E non parlo di una notte ma di mesi! No, questo non fa notizia. Se poi l’arrestato è italiano, ancora meno. Andate piuttosto a fotografare chi viene incarcerato per anni prima di essere scagionato dalle accuse, o chi si fa mesi in isolamento prima ancora del processo! Altro che una notte in guardina! Andate a farvi un giro nelle carceri dei vostri amici arabi e cinesi, e poi provate a dirmi che sono i poliziotti italiani ad essere razzisti e violenti. Imbecilli che non siete altro!

La prostituzione è illegale o no? C’è o non c’è l’aggravante della clandestinità? Questa è la legge, che vi piaccia o no, quindi c’è poco da mettersi a piangere se ti beccano per strada in mutande e senza documenti.

E’ una vittima? Sfruttata? Minacciata? Possibile. Ma sapete una cosa? Se io fossi una nigeriana tanto stupida da fidarmi di qualcuno che mi dice “vieni in Italia a fare la bella vita”, e se arrivata qui fossi costretta a prostituirmi, magari minacciata e picchiata e ricattata, dio mi sia testimone se dico che essere arrestata dalla polizia sarebbe una liberazione! Farei mettere in galera quei bastardi e me ne tornerei al mio paese. Magari in miseria, ma con la mia famiglia, la mia gente e, si spera, un po’ di cervello in più per dire a chi vuole partire che il paradiso sulla terra non esiste.

Quindi non voglio più sentir dire che dobbiamo vergognarci per aver messo in cella una prostituta, anche se questa si sdraia per terra e si mette a piangere. E non voglio più dover vedere le espressioni scandalizzate di chi ha un metro di giudizio diverso per ogni caso. E sarebbe anche ora che i giornalisti imparassero a non pararsi dietro la libertà di stampa per soddisfare i loro pruriti terzomondisti, scaricando colpe di razzismo, xenofobia e violenza su un intero popolo.

Pubblicato da: eowyn | agosto 14, 2008

Dhimmi Award: agosto

Sono in ferie. E dato che sono in ferie ho il sacrosanto diritto di cazzeggiare, trascinarmi per la casa in pareo e pure scalza, sbracarmi sul divano e leggere quanto mi va e cosa mi va. Problemi? Nada.

Se non fosse che ogni tanto, per “staccare”, accendo la tv. Come poco fa…

Premo il bottoncino rosso e mi si para davanti don Comesichiama… coso… quello lì… Terence Hill il pistolero che fa il prete… Devo averlo beccato in un momento mistico, perchè spara una porcata di frase che ora non ricordo perchè non stavo attenta, un tizio fuori campo gli chiede qualcosa tipo “dove l’hai sentita ‘sta cosa”, e lui, primissimo piano, sorriso compiaciuto della serie “le so tutte”, te risponde: “il corano”.

Maremma serpente! se stavo per piglià a calci la tele! Ma io ora voglio sapere chi è il figlio di brava donna che scrive i dialoghi per certe serie televisive da lobotomizzati. E voglio sapere chi sono i vigliacchi che stanno dietro a tutto questo. Perchè non credete di farmi bere la menata che è un caso se hanno citato il corano. Non ci crede nessuno. Soprattutto se si tratta di una frase “positiva” (però bisogna riconoscere la costanza, la pazienza e la sopportazione di quelli che si sono sciroppati tutto il corano per trovare una singola frase che non infrange le più elementari leggi dello stato italiano, della carta dei diritti fondamentali dell’uomo e il semplice buonsenso. Complimenti a loro per la tenacia). Dicevo… non ci crede nessuno che l’avete messa lì per caso. Il signor Caso non c’è, è andato in vacanza. Di tutto il palazzo è rimasta a casa solo la signora Presa Pei Fondelli, perchè non si può permettere la villeggiatura. Pochi soldi? Macchè… è che c’ha troppo lavoro! Con 57 milioni di clienti come fai a prenderti un giorno di ferie? Poverina.

Insomma, tornando a don… don… Matteo, forse? Quel che è… Tornando a lui, ci tocca aggiungerlo alla lista dei dhimmi nostrani. Ovviamente non solo lui che è il mezzo, ma gli autori della fiction, che sono i veri vigliacchi. Aggiungiamo anche loro all’infame lista. E rendiamoci conto che la Rai ha da tempo rivolto le chiappe in direzione della mecca.

Dal canto mio, non è che mi cambi molto… so solo che non pagherò più il canone Rai. Non ho intenzione di sborsare soldi per farmi riempire la testa di boiate da giornalisti schierati, commentatori ignoranti, conduttori caproni e pure preti venduti all’islam sia pure solo in fiction (ma anche no).

E sempre in tema di dhimmi, una menzione speciale per il post di Nessie.

Pubblicato da: eowyn | agosto 9, 2008

diet-talk

A volte mi chiedo se quella strana sono io. Per carità, potrei anche esserlo, ma sarebbe il caso di averne la conferma.
Io a certe cose non penso nemmeno, mentre sembra che alla maggior parte delle donne quegli argomenti siano di vitale importanza.
Un esempio? Facile.
Avete mai – mi riferisco alle donne – dovuto affrontare una “diet-talk”, ossia quella nauseante sfilata di ipocrisia, invidia e protagonismo che mettono in atto le donne quando sono in gruppo?
“Uhm… non lo so… mi sento così grassa!” (ma in realtà si sente la più figa del mondo)
“Nooo”, risponde quell’altra, “stai benissimo!” (e mentalmente “sei una balena” o “Sembri appena uscita da Auschwitz”)
“Lo dici solo per dire… guarda qui che pancia, mioddio!” (ma ovviamente la pancia lì non esisterebbe nemmeno se ricominciasse a respirare)

Ebbene, ho dovuto presenziare a questi discorsi per l’ennesima volta pochi giorni fa e, detto sinceramente, NE HO LE PALLE PIENE.
Due biondone deficienti, magre come chiodi, che vengono a chiedere a me se sono grasse! A me! A me che peso il doppio di loro!
Non ti viene da sputarci in faccia e dir loro che sono delle galline, stupide, viziate e con troppe puttanate per la testa?
Ma cosa devi dire a gente che arriva la mattina sul posto di lavoro e inizia il turno chiacchierando per un’ora abbondante dell’ultima borsa di Vuitton e delle scarpe tacco 14 comprate il giorno prima, e di come vogliono abbronzarsi ancora un pochino e di cosa vorrebbero rifarsi dal chirurgo? Cosa devi dire?
Almeno mi tenessero fuori dai loro delirii!
Ecco… uno dei lati positivi di non entrare in una 46 è che, solitamente, sei esonerata dal sorbirti i discorsi della fashion-victim di turno. Spesso perchè è lei che per prima ti evita come la peste, quasi che standoti vicino rischiasse di ingrassare. Altrettanto spesso perchè sei tu che eviti lei, avendo la certezza che standole accanto rischieresti di mollarle un ceffone.
Questa volta, invece, mi hanno messo in mezzo. E sai com’è… io non mi faccio certe seghe mentali… ma quando devi lavorare con gente che ti guarda con malcelato disprezzo perchè non sei vestita come loro, ti assicuro che la cosa comincia a pesare.

Ma c’è di peggio. Perchè ora non va solo di moda essere magri come scheletri. Ora per essere fashion bisogna essere, a scelta, o anoressiche o bulimiche.
Le avete mai sentite parlare quelle teste di cazzo pro-ana e pro-mia? E’ gente che merita davvero di ammalarsi e crepare, visto che ci tengono tanto.
Ci sono blog in cui si scambiano consigli su come resistere al “nemico cibo” e su come ingannare i propri famigliari per non far loro capire che ci si sta impegnando per scomparire. Come se una madre non capisse… (no, errore mio: a dir la verità spesso le madri non capisco un bel niente).
Contano le volte in cui si sono ficcate un dito in bocca. Fanno a gara a chi ha le costole più in evidenza.
Mi chiedo cosa può essere successo perchè i giovani cerchino l’autodistruzione. Perchè odiano loro stessi, quello che sono, e di conseguenza la loro cultura e la loro storia? Perchè cercano maniacalmente la diversità, non per curiosità e spirito di conoscenza, ma solo per puro odio e perchè per loro “l’erba del vicino è sempre più verde”? Solo adolescenti in crisi? Può essere. Ma dev’essere una gran brutta generazione, la loro. Brutta, triste, stupida e senza speranza. E crescendo non migliorerà affatto. O forse, crepate tutte ‘ste deficienti, rimarranno gli esemplari migliori.

Pubblicato da: eowyn | agosto 5, 2008

memoria da formiche

Sto ascoltando Tribuna Politica su rai2… e un pensiero mi esce proprio dal profondo: Franceschini è fuori come un balcone.

Ma fuori di brutto! Ma io davvero mi chiedo se si rende conto delle puttanate che dice! Sta praticamente elencando tutte le aberrazioni, le incompetenze, le bassezze, le iniquità fatte durante i due anni del governo Prodi, affibbiandole ai “primi cento giorni” del governo attuale.

Per favore, non costringetemi a difendere Berlusconi! E’ una cosa che mi irrita fare… ma qui ci stanno prendendo per i fondelli. Il problema sicurezza? Colpa di Berlusconi. Tutte le categorie in sciopero? Colpa di Berlusconi. Il caro prezzi? Colpa di Berlusconi. Il precariato? Colpa di Berlusconi. Il calo degli acquisti? Colpa di Berlusconi. Ti sei svegliato con le emorroidi? Colpa di Berlusconi.

Qualcuno, per carità di dio, dica a questi pagliacci del PD che hanno la memoria spaventosamente corta (oppure mentono sapendo di mentire) e che stanno accusando altri di fatti di cui sono loro i diretti responsabili. Dite loro che dovrebbero vergognarsi e nascondersi sotto la sedia prima di attaccare un governo in carica da cento giorni, sapendo che prima ci sono stati loro per due lunghi schifosissimi anni. Dite loro che il prezzo del pane è salito quando c’erano loro, che in piazza a protestare – quando c’erano loro – a momenti ci stavano pure gli hare krishna, che il “problema” anzi il “disastro sicurezza” – quando c’erano loro – si è aggravato in modo spaventoso. E dite loro, ma soprattutto a Franceschini, che il governo attuale starà pure rompendo con il ritornello che “è colpa del governo precedente”: ma voi che cazzo avete fatto se non lamentarvi che “è colpa di Berlusconi”?

Magari lui in cento giorni non ha fatto un granchè e qualche cazzata s’è già vista: ma i due anni del vostro infame governo, gli italiani, a differenza di voi, non se li dimenticheranno facilmente.

E intanto, guarda un po’ chi si rivede: Ferrero a capo di Rifondazione… dico bene? No, chiedo conferma perchè ultimamente avevo ben altro a cui pensare… Quindi è vero? E’ lui il nuovo capo popolo? Chissà come si sente ora… Scommetto che starà ben entrando nella parte… e avrà già dato del razzista-fascista-nazista ad un centinaio di persone, inclusi il tassista, la fioraia, il ragazzo della pizza, il capotreno del Conegliano-Casarsa, un gondoliere e magari pure sua nonna. Che ci volete fare… ognuno ha diritto al proprio hobby.

Pubblicato da: eowyn | luglio 31, 2008

comiche di mezza estate

Berlusconi è felice di avere qui tanti romeni.

No… dai… suvvia… smettetela di ridere… guardate che l’ha detto davvero!

Ma vi dico che l’ha detto davvero, non è una mia battuta!

Insomma… uno potrà pur essere felice di avere qui chi gli pare, no?

Solo che… aspetta… in realtà credo che la frase fosse… si, si, ora ricordo! La frase esatta era “Ho detto al presidente che siamo lieti di avere qui una numerosa comunità romena di quasi un milione di cittadini che si stanno integrando pienamente nella nostra società e danno forte contributo alla nostra economia“!

Lieti.

Al plurale.

E poi… ah, “integrando pienamente”…

E… già… “danno forte contributo all’economia”…

Ah… ora ho capito per stavate ridendo…

Pubblicato da: eowyn | luglio 29, 2008

Lo scempio di una piazza

Caro “patriota”,
guardati intorno. Dov’è la libertà che cercavi quando indossavi un fazzoletto rosso e sputavi addosso ad un cadavere? Hai la libertà di farlo ancora, se vuoi, parlando con i giovani che quel giorno non l’hanno vissuto, dicendo loro “se l’è meritato”. Dov’è la libertà che cercavi quando consapevolmente hai accolto l’aiuto di Tito sapendo che in cambio si sarebbe preso la tua terra? Mi dicesti che per te non faceva alcuna differenza tra pagare le tasse per uno stato o per un altro. Ebbene, devo credere che sia questo il tuo eroismo? Se non per la tua terra, per cosa hai combattuto?
Ah, già… “per la libertà”, dici. Libertà di cosa? Suvvia, vuoi farmi credere che ti senti davvero libero? Vivi la vita pensando di essere ancora in guerra, perchè quando avevi uno Sten in mano ti sentivi un dio, e rimpiangi ogni giorno il fatto di “averne ammazzati pochi di quei luridi fascisti”. Sei ancora incattivito dopo così tanto tempo. Hai fatto crescere i tuoi figli e i tuoi nipoti nell’odio proletario, nel magma delle proteste di piazza, nei centri sociali. Hai fatto schiave delle tue idee intere generazioni. Con ricatti, maledizioni e promesse mai mantenute. Eppure qualcuno dovrebbe ricordarti che… avete vinto voi.
Ma quando il sangue è cancellato da cento temporali, i simboli da cento martelli e la memoria da cento menzogne… cosa ti rimane se non la volontà – la necessità – di ricominciare da zero? Invece tu la libertà sei andato a prenderla in saldo in Russia e ce l’hai portata qui, trionfante. “Un lavoro per tutti! Tutti felici! Viva la libertà!”. Ci credevi davvero?
Io no, non ci credo. Quegli anni non li ho vissuti, quindi come ti spieghi che io non riesca ad odiarlo, nonostante tutti i vostri sforzi? Che motivo potrebbe avere una ragazzina cresciuta in una famiglia “rossa” di provare quasi affetto per qualcuno che è morto quarant’anni prima della sua nascita? Il motivo è che la mia mente non è sporca di sangue e mi permette di vedere ben oltre quello che è stato scritto nei libri e insegnato nelle scuole. Anche nei libri più critici non si può sorvolare sugli aspetti positivi, anche nelle lezioni più politicamente schierate si percepisce ciò che c’era di buono. Ma è soprattutto dalla tua furia, dalla tua fobia che si capisce che nascondi qualcosa, che hai – come si suol dire – la coda di paglia.
Avete vinto voi, eppure da quel giorno avete continuato ad essere i più violenti e lo siete ancora. Avete vinto voi, eppure per ogni cosa accaduta da quel giorno continuate ad incolpare i vinti. Avete vinto voi e la storia l’avete fatta voi. Siete voi gli eroi. I liberatori. Coloro che hanno preso le redini da più di settanta lunghi anni. Eppure lui rimane il vostro peggior incubo. Un incubo che vi nutre e senza il quale non potreste vivere. Il vostro collante ideologico. La vostra ossessione. Il bersaglio ideale per ogni vostra frustrazione, per ogni progetto andato male, per ogni ingiustizia di questo mondo. Ma lui è morto. L’avete catturato, fucilato, appeso per i piedi, preso a pistolettate a sputi a calci a pugni. Ricordate? E avete fatto lo stesso anche con una donna. Ricordate anche questo?
Caro “patriota”, hai insegnato i tuoi “sacri ideali” di libertà ed amore a tuo figlio, e sono scoppiate le rivolte e le contestazioni e il terrorismo che credeva ancora di poter “fare come in Russia”. E lui ha insegnato quei “sacri ideali” a suo figlio che ora li srotola al vento per tradire la propria gente. In nome di quel tipo di libertà e di quel tipo di amore.
Se i morti fanno paura è perchè i vivi hanno la coscienza sporca. Questo l’ho capito leggendo i libri che piacciono a te. Quelli dalle cui pagine cola l’odio sterile di chi per una vita si accanisce contro un cadavere, per poi raggiungere la vecchiaia ed accorgersi che si era troppo impegnati a maledire un ricordo per costruire veramente qualcosa di buono. E tanti giovani questo lo stanno capendo.
Ecco perchè alla fine il vincitore è lui. Perchè nonostante gli errori, noi sappiamo che quel “qualcosa di buono” lo fece. Perchè nonostante settant’anni di rabbiosa propaganda, non sei riuscito a cancellare tutto, o non hai potuto, o – e questa è la cosa più importante – non l’hai fatto perchè ti sei reso conto che andava già bene così.
Ma quei corpi appesi continueranno a far sogghignare chi ancora gode nel vederne le immagini, a far paura a chi ha costruito una nazione su di essi e a far sperare in un nuovo “domani” a chi non è schiavo di questo odio. E ci riusciremo. Magari non la mia generazione nè quella dei nostri figli. Ma alla fine lo scempio di quella piazza verrà vendicato. Non con armi o altro odio, ma con la fine dell’odio che esplose quel giorno e con l’inizio di un era in cui l’Italia sarà veramente e finalmente unita.

* * * * * * * * * *

Penso a coloro ai quali sarà negato per anni di amare e soffrire per la patria e vorrei che essi si sentissero non solo testimoni di una disfatta, ma anche alfieri della rivincita. All’odio smisurato ed alle vendette subentrerà il tempo della ragione. Così riacquistato il senso della dignità e dell’onore, son certo che gli italiani di domani sapranno serenamente valutare i coefficienti della tragica ora che vivo.

dal “Testamento di Benito Mussolini”

* * * * * * * * * *

Saluto al Duce di Margherita Righetti

(pubblicato nella "Rivista del Comune di Teramo", settembre-dicembre 1936)


Salve! Una prisca terra d’italica gente t’accoglie,
che dai Pretuzi aspri il nome all’Abruzzo tramanda
forte e gentile a un tempo, così come il monte e il suo mare,
ricca di sacri ulivi, di biade e pungenti castani.
Per te, su questa terra, da fonti sublimi condotta
lungo arterie di ferro, copiosa e purissima scorre
oggi novella linfa; zampilla festosa sgorgando
nei borghi che sui fianchi dei monti o sui colli s’annidan,
nei floridi paesi che in valli industriose s’adagian.
Non più la villanella la conca di rame lucente
cauta bilicando sul cercine, a esigue e remote
attingerà sorgenti, per duri sentieri anelante;
né il cittadino ancora di fresca potabile onda
sopporterà penuria. Gioiose le genti s’adunan,
il nome tuo invocando unanimi, in ritmo possente:
/ Duce! – t’acclaman – Duce! / Prorompe nel grido la lunga,
ansiosamente lunga, ardente passion de l’attesa
di te, miracol nuovo dell’evo, fiammante sul mondo
face d’Italia, accesa all’ara immortale di Cesar!
Te sognavam desiosi, insonni e frementi, le notti
della vigilia lieta, lo sguardo tuo d’aquila, il gesto
noto e non visto ancora, la voce che a ottobre ed a maggio
ferma annunziava e forte pei cieli, all’attonita terra,
l’ineluttabil fato, l’impero risorto di Roma.
Oh, questo nostro suolo, se un cenno soltanto tu faccia,
dalle rocciose balze alpini rubesti germoglia
e fanti dalle zolle, nocchieri dal lido sonante:
di millenari lauri virgulti, di gloria fecondi,
per le future aurore d’Italia, nei secoli eterna!

Buon compleanno, nonno Benito.

Pubblicato da: eowyn | luglio 28, 2008

quelle brevi, perfide riflessioni…

Italiana dopo quattro anni riabbraccia la figlia, rapita dal padre marocchino.

— Prima o poi impareranno a non farsi sc… ehm… mettere incinte da certa feccia.

Grande tragedia! Povero immigrato perde entrambi i figlioletti in tenera età durante l’attraversata del Mediterraneo.

— Che razza di padre è uno che fa fare un viaggio simile a dei bambini, per di più in piena estate? “Povero immigrato” un paio di ciufoli! questo è omicidio volontario. Ma ti scagionerei per infermità mentale, perchè bisogna solo essere pazzi di legare per fare una cosa simile.

Maroni: dal 4 agosto, 3000 militari nelle città.

— Ma che ci stai a prendere per il culo? Tremila?! Che fanno tremila soldati sparsi per tutta l’Italia?? Basterebbero al massimo per due quartieri di Roma, caro il mio bluesman!

Ragazzina morta dopo aver preso una pasticca di extasy: caccia al pusher.

— No, fatemi capire… si da la caccia al pusher quando vende della droga che ammazza qualcuno? E quando non l’ammazza subito, no?? O gli date la caccia per stringergli la mano, visto che ci ha liberato dell’ennesima cogliona che si cala per farsi figa con gli amici? Grazie comunque. Sarebbe ora che la tagliassero tutta male, questa stramaledetta droga: così almeno tutti quelli che si vogliono fare, anche solo per una volta, crepano e non se ne parla più. E ben gli sta.

Terrorismo informatico: chiusi 11 internet point a Firenze.

— Sono perfida e pure razzista, e vi faccio notare che 10 su 11 erano gestiti da stranieri.

Napoli: immigrati africani occupano il duomo per 9 ore.

— Supportati dai soliti fetenti no-global, pacifinti, arcobalenghi e feccia dei cessi sociali, questa cinquantina (secondo altre fonti “un centinaio”) di africani ha occupato il duomo di Napoli per ricattare il comune ed ottenere degli alloggi. Alloggi che alla fine sono stati prontamente messi a disposizione: un palazzo di proprietà del comune! E gli italiani? Aspettano in coda. Per anni. L’importante è non essere razzisti! …Poi degli italiani senza casa, chissenefrega, sono solo luridi visi pallidi.

Tornano la Tbc, la malaria e altre malattie debellate da decenni. La Lega: “Passaporto sanitario!”. I medici: “Si ammalano in Italia”.

— “Sono sempre esistite, ne state solo facendo un’inutile e dannosa pubblicità per spaventare la gente“… “L’immigrazione non c’entra nulla, sei solo un razzista!“… Si, certo, hai ragione. Ma davvero tanta, eh! E oddio… la sparate del passaporto sanitario… Non hanno un documento d’identità, e per te si porterebbero appresso il passaporto sanitario? Sveglia, bimbo! E non solo Tbc e malaria, ma anche schizosomiasi, giardiasi, lebbra, leptospirosi, sifilide e gonorrea. Ma i microbiologi precisano: «Spesso gli immigrati non portano la Tbc dall’estero: i più arrivano a Milano sani e prendono la malattia qui, a causa delle pessime condizioni di vita». Eh, certo… colpa degli italiani razzisti che fanno ammalare sta povera gente di ogni genere di malattia che in Italia non si presentava più da tempo! Lo fanno apposta, questi italiani sadici! Vanno a cercare il virus in Africa o in Asia, lo portano qui e contagiano solo chi vogliono loro. Roba mirata e professionale, sia chiaro! Sì, sì… convinti.

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